UN FILO DI SPERANZA (2003)

Da circa trenta anni convivo con il Filo

 un oggetto filiforme e puntuto

fatto di colore acrilico nei colori primari,

una vera e propria emanazione della pittura su tela,

un compagno di strada

con il quale coniugare la mia “storia dell’arte”,

un oggetto transizionale per comunicare con il mondo,

la forma ideale per alludere

ad una possibile trasformazione globale della realtà.

Il Filo è ogni volta originale, pur ripetendosi,

è strumento, metodo, energia, è cosa e pensiero,

duttile e mimetico, ragione e meditazione,

penetra gli interstizi e li attraversa ricreandosi

in segmenti singoli  senza mai perdere l’autonomia,

è come il movimento delle onde,

esprime la tensione e la proiezione verso l’infinito.

Il Filo unisce le parole sparse, le emozioni,

i colori del nostro io interiore,

collega i nostri sentimenti,

ci fa riflettere che con un filo invisibile

si può legare l’Universo